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Scusi, non ho capito: ha detto 3% o 38 euro?

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L’analisi di bilancio di una azienda ci permette di capire le dinamiche economiche e finanziarie dell’attività. La comprensione di ciò che succede in azienda ci permette di capire se stiamo percorrendo la rotta giusta o se è opportuno apportare dei cambiamenti. Ma come facciamo a capire che qualcosa non funziona? La prima risposta che solitamente diamo è: basta guardare i numeri

Fin da piccoli ci hanno insegnato che i numeri parlano da soli. Un vecchio proverbio, infatti, dice:

La matematica non è un’opinione!

La matematica, d’altra parte, è una scienza esatta e infallibile.

Non dubito minimamente del fatto che la matematica sia una scienza esatta, ma dobbiamo ricordare che i dati possono essere letti in modo diverso a seconda della prospettiva da cui li guardiamo:

  • valore assoluto;
  • percentuale;
  • trend;
  • statistiche;
  • ecc

I politici sono abilissimi in matematica! Ad esempio, l’onorevole Rossi dice che la disoccupazione si è ridotta solo del 2% (valore percentuale) e l’onorevole Bianchi che dice che quel 2% equivale a ben 200.000 persone (valore assoluto). Ammesso che i dati esposti siano tutti corretti, tutto prende una nuova luce.

Ritornando alle analisi di bilancio, quando studiamo il conto economico di una azienda siamo soliti esporre i dati in forma scalare, cioè esponendo in alto i ricavi e, scendendo, i costi. La differenza tra ricavi e costi rende evidenti alcuni margini. Alcuni dati, inoltre, vengono normalmente esposti in percentuale sui ricavi:

  • Con i margini calcoliamo quanto resta togliendo dai ricavi determinati costi
  • Con le percentuali calcoliamo quanto un determinato costo incide rispetto ai ricavi

Esempio:

 Bilancio   Formula   Anno corrente   Anno precedente
 Ricavi €  R                   1.000,00                        950,00
 Materie prime €  Mp                        460,00                        456,00
 Materie prime %  Mp / R 46,00% 48,00%
 Personale €  Dip                        402,00                        394,00
 Personale %  Dip / R 40,20% 41,47%
 Margine di contribuzione €  R – Mp – Dip                         138,00                        100,00
 Margine di contribuzione %  (R – Mp – Dip) / R 13,80% 10,53%

 

Nell’anno corrente i ricavi sono aumentati di 50 euro (da 950 a 1.000).

I costi per le materie prime sono aumentati in valore assoluto di 4 euro rispetto all’anno precedente (da 456 a 460) ma sono diminuiti del 2% (da 48% a 46%) nell’incidenza sui ricavi. Nonostante l’aumento di costi in valore assoluto da un punto di vista economico si evidenzia una riduzione dei costi che deve essere giudicata positivamente.

Lo stesso giudizio positivo lo diamo all’incidenza del costo del personale sul fatturato che, pur essendo aumentato in valore assoluto di 8 euro (da 394 a 402), è diminuito percentualmente del 1,27% (da 41,47% a 40,20%).

La riprova dei giudizi espressi in precedenza la troviamo nell’osservare il margine di contribuzione (differenza tra ricavi, materie prime, costi speciali di produzione e personale): il margine è aumentato in valore assoluto di 38 euro (da 100 a 138) e in percentuale del 3,27% (da 10,53% a 41,47%). In questo caso comunque lo si guardi, in valore assoluto o in percentuale, il dato è positivo.

Meglio comunque fare attenzione per non incappare, come avverte Trilussa in una celebre poesia in dialetto romanesco (La Statistica), in errori di valutazione:

« Sai ched’è la statistica? È ‘na cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perché c’è un antro che ne magna due. »

Facendo un ulteriore passo in avanti, potremmo osservare i dati da un punto di vista finanziario e scoprire la non sostenibilità degli stessi dati per i quali, da un punto di vista economico, abbiamo espresso giudizi positivi. Non è detto, infatti, che i tempi di incasso (dei crediti) e di pagamento (dei debiti), in un bilancio economicamente positivo, siano in equilibrio.

Mentre è sempre vero che un’azienda con risultati economici negativi prima o poi avrà problemi finanziari, non è sempre vero che un’azienda con risultati economici positivi non avrà problemi finanziari.

I dati, quindi, sono fondamentali in quanto ci permettono di essere analizzati, studiati, rigirati, simulati. In una parola: osservati. L’osservazione dei dati è il primo passo verso la comprensione, e la comprensione è il primo tassello per poter innescare un cambiamento.

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