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Rimanenze di magazzino, come valutarle in 7 mosse

Con l’avvicinarsi del 31 dicembre 2015 si ripropone come ogni anno il problema della valutazione delle scorte di magazzino di fine anno.

L’obbligo di valutare il magazzino ricade su tutti gli imprenditori (commercianti, industriali, artigiani) mentre sono esclusi da tale adempimento i professionisti.

In estrema sintesi, le principali attività necessarie alla gestione del processo di valorizzazione delle rimanenze sono:

  1. Pianificazione delle attività:
    • definizione dei prodotti oggetto di inventario: vanno inventariati tutti i prodotti di proprietà dell’impresa che non siano qualificabili come beni ammortizzabili (beni destinati ad essere utilizzati dall’impresa per un periodo superiore all’anno); vanno, inoltre, valutati i cantieri e i servizi in corso d’opera (stati avanzamento lavori e lavori in corso);
    • individuazione dei luoghi oggetto di inventario: magazzini propri o magazzini di terzi; occorre fare attenzione a tenere distinti i beni di proprietà di terzi (es: merci di terzi in lavorazione presso di noi, merci di terzi in conto deposito presso di noi) e a non omettere la conta dei beni di nostra proprietà presso altri luoghi (es: nostre merci in lavoro presso terzisti, nostre merci in conto deposito presso altri soggetti, nostre merci in viaggio verso i magazzini di nostri clienti);
    • scelta dei tempi (giorni del calendario) in cui sarà eseguita la conta fisica;
    • individuazione delle persone che saranno addette a gestire le operazioni di inventario;
    • formazione delle persone all’uso degli strumenti di lavoro (es: pistole per codici a barre) e inseguamento delle procedure da applicare;
  2. Assegnazione degli incarichi:
    • individuazione dei soggetti più adatti ad effettuare la conta fisica dei beni;
    • individuazione dei soggetti addetti ai controlli (correzioni, riconciliazioni e controlli di coerenza) tra quantità fisiche rilevate e quantità risultanti dai gestionali;
    • individuazione dei soggetti addetti alla valorizzazione delle scorte;
  3. Definizione delle procedure operative:
    • definizione dei flussi di lavoro;
    • stesura di procedure scritte e dei modelli (es: bolle di entrata merce, modulo di richiesta di scarico in produzione, mod. di scarico magazzino materie prime, mod. di carico di prodotti finiti, mod. inventario, bolle di uscita prodotti, ecc.);
  4. Definizione delle metodologie di valutazione:
    • beni infungibili:  sono i beni le cui caratteristiche e specificità li rendono specificamente individuabili (es: macchinario specifico con matricola ZX108):
      • costo di acquisto;
      • costo di produzione;
    • beni fungibili: sono i beni di massa la cui rimanenza non è identificabile rispetto ad un particolare acquisto (es: magliette modello XYZ di colore giallo a manica lunga);
      • costo di acquisto;
      • costo di produzione;
      • costo medio ponderato;
      • LIFO (ultimo entrato primo uscito);
      • FIFO (primo entrato primo uscito)
    • prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e prodotti finiti: la valutazione viene effettuata prendendo come riferimento le spese sostenute (oneri diretti e indiretti), escluse le spese generali;
    • lavori in corso: si tratta di quelle forniture, opere e servizi, svolte su ordinazione e stabilite come oggetto unitario di un contratto, ancora in corso di lavorazione alla fine dell’esercizio. Per fare un paio di esempi si può citare una impresa di impianti elettrici che deve cablare un ufficio o quello di una impresa edile cui è stata commissionata la costruzione di un immobile. La valutazione delle rimanenze di lavori in corso si distingue a seconda che si tratti di:
      • lavori di durata inferiore ai 12 mesi;
      • lavori di durata superiore ai 12 mesi;
  5. Effettuazione della conta fisica:
    • conta fisica dei beni presenti in magazzino alla data del 31 dicembre: occorre fare attenzione al fatto che se l’azienda è in funzionamento tra il momento in cui viene fatta la rilevazione (es: 31 dicembre alle ore 9:00 del mattino) e la data ultima cui fa riferimento l’inventario (es: 31 dicembre alle ore 23:59) possono esserci ulteriori carichi o scarichi di merce;
    • conta fisica dei codici a rotazione durante l’esercizio con supporto informatico che permetta la gestione degli input e degli output per ottenere le giacenze al 31 dicembre;
  6. Attribuzione del valore alle scorte secondo i criteri indicati al precedente punto 4;
  7. L’ultima mossa per la corretta redazione e valorizzazione di un inventario consiste nel controllare che le 6 mosse precedenti siano coerenti con le dimensioni dell’azienda e con le problematicità specifiche del magazzino oggetto di inventario.

 

Il valore dei prodotti viene inserito nel bilancio di esercizio mentre la stampa dei prospetti sarà allegata al libro degli inventari per permettere i controlli da parte dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza.

ESEMPIO 1 – MATERIE PRIME E MERCI

Lo schema che segue si riferisce all’inventario di un bar. La particolarità consiste nel fatto che le rimanenze del bar si riferiscono a prodotti diversi (es: vino, salumi, ecc.), ciascuno identificabile sulla base di unità di misura diverse (bottiglie, chilogrammi, litri, ecc.).

 

BENI A MAGAZZINO

AL 31 DICEMBRE

UNITA’ DI MISURA QUANTITA’ (A) VALORE UNITARIO (B) (costo imponibile) VALORE COMPLESSIVO (A x B)
Valpolicella classico superiore Masi bottiglie 10 10,00 100,00
Prosciutto Crudo di Parma Parmacotto Kg 5 12,00 60,00
Latte intero litri 10 1,00 10,00
TOTALE       170,00

  

ESEMPIO 2 – LAVORI IN CORSO

Il caso si riferisce ad un lavoro di durata infrannuale (durata inferiore ai 12 mesi) di una impresa edile che ristruttura un immobile. La valutazione del S.A.L. (stato avanzamento lavori) avviene sulla base delle spese sostenute dall’inizio della commessa fino al 31 dicembre. Normalmente tale valore viene ricavato dalle schede di avanzamento del lavoro (le cosiddette schede di cantiere).

 

Commessa n. 10 – Cliente Rossi Mario – via Roma 115 – 37100 Verona (VR)

DATA COSTI DELLA COMMESSA UNITA’ DI MISURA QUANTITA’ (A) VALORE UNITARIO (B) (costo imponib.) VALORE COMPLESSIVO (A x B)
20/11/2015 Calcestruzzo (costo sostenuto pose effettuate) m3 10 10,00 100,00
10/12/2015 Parquet (costo sostenuto pose effettuate) mq 100 30,00 3.000,00
12/12/2015 Manodopera dipendenti (costo ore lavorate) ore 5 20,00 100,00
14/12/2015 Lavorazione artigiani (costo lavoro svolto) ore 10 30,00 300,00
31/12/2015 TOTALE COSTI COMMESSA       3.500,00

 

 

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