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Osserviamo i costi da 3 punti di vista diversi

costi

Calcolare e capire i costi è un passo fondamentale per la comprensione della redditività dell’azienda.

Le aziende operative, infatti, per realizzare i propri scopi, comprano e vendono una grande varietà di cose:

  • materie prime (es: farina per pasticcerie, legno per falegnami, bibite per bar, ecc.)
  • materiali di consumo (es: viti, bulloni, colla, piccole attrezzature, ecc.)
  • semilavorati (prodotti in corso di costruzione non ancora completati per il consumatore finale)
  • prodotti finiti (prodotti costruiti da artigiani o industrie)
  • merci (prodotti commercializzati da negozianti e grossisti senza che siano apportate modifiche dal rivenditore)
  • servizi
  • autoveicoli
  • strumenti di lavoro (computer e arredi per uffici, macchine da taglio, forni, saldatori, ecc.)
  • immobili (case, garage, uffici, negozi, capannoni)

Spesso, però, gli imprenditori non hanno chiaro che i costi si possono osservare e definire da vari punti di vista.

Oggi ti parlo di tre punti di vista diversi in base ai quali puoi considerare i costi:

  • giuridico;
  • finanziario;
  • economico.

 

Punto di vista giuridico

Dal punto di vista giuridico (diritto) il costo per l’acquisto dei beni mobili (materia prima, materiale di consumo, semilavorato, prodotto finito, merce) si manifesta quando la proprietà passa dal fornitore al cliente e in capo al cliente sorge l’obbligo di pagare il prezzo.

Dal punto di vista del fornitore si ha una vendita e dal punto di vista del cliente si ha un acquisto.

Nella maggior parte dei casi, la proprietà dei beni passa con la consegna o spedizione dal fornitore al cliente; in alcuni casi, più raramente, la proprietà passa in un momento diverso (prima o dopo la consegna fisica dei beni). È il caso, ad esempio, di vendita di cosa futura (beni non ancora esistenti) o di vendita di beni con consegna differita (i beni venduti che il cliente ritirerà qualche tempo dopo).

Per i beni immobili la proprietà passa dal venditore all’acquirente con la stipula dell’atto notarile, la consegna può avvenire anche in un momento diverso.

Nel caso di servizi, il costo in capo al cliente nasce quando la prestazione eseguita dal fornitore è conclusa.

Sintetizzando e semplificando al massimo, potrei dirti che quello che interessa in diritto è il passaggio della proprietà da un soggetto ad un altro che, a sua volta, genera l’obbligo del pagamento del prezzo.

Il pagamento del prezzo è un obbligo dell’acquirente nei confronti del venditore ma la cessione avviene comunque nel momento della consegna o spedizione (beni mobili) oppure del rogito (beni immobili).

Esempio

Quando la mattina vai in edicola per comprare l’Arena (l’esempio va bene con qualunque quotidiano o rivista), senza rendertene conto stipuli un contratto di compravendita verbale (non è necessario scrivere nulla) i cui passaggi salienti sono questi:

  • arrivi in macchina davanti all’edicola e parcheggi in doppia fila (tanto è solo un minutino), entri e borbotti un “buon giorno”;
  • individui nella zona quotidiani l’Arena e con un po’ di sonnolenza alzi il dito indicando il giornale (il dono della parola ti verrà restituito miracolosamente dopo aver bevuto il secondo caffè della giornata);
  • l’edicolante, con un gioco fulmineo delle mani che ha del miracoloso, tira fuori da sotto il bancone una copia esattamente uguale a quella che hai indicato tu e te la consegna;
  • tu con aria soddisfatta paghi 1 euro e 30 e te ne vai borbottando “grazie, arrivederci”.

Ti faccio notare che la vendita è giuridicamente avvenuta con la consegna del giornale (punto 3) essendo irrilevante, ai fini del passaggio di proprietà, il pagamento del prezzo (punto 4).

Ti sconsiglio vivamente, comunque, di non andartene senza aver pagato perché l’edicolante, che di diritto non è ferratissimo potrebbe rincorrerti con un ombrello e dartelo in testa. A lui la storia che un giornale che non hai pagato sia diventato tuo non gli quadra tanto perché, da buon commerciante, fin da piccolo gli hanno insegnato cosi:

“pagare moneta, vedere cammello”

 

 

Punto di vista finanziario

Dal punto di vista della finanza aziendale, una spesa è sostenuta quando viene pagata.

Dalla parte del venditore un ricavo è un ricavo quando viene incassato il corrispettivo.

Gli anglosassoni, che a differenza di me possiedono il dono della sintesi, dicono:

“cash is king”

Questa frase che si incontra ricorrentemente nei libri di economia e finanza è probabilmente di Andrew Mellon (banchiere americano vissuto tra il 1800 e il 1900) e si potrebbe tradurre con

“la liquidità, soprattutto e sopra tutto”

Il concetto di costi in termini finanziari, rispetto a quanto visto in termini giuridici, è di più facile comprensione anche se in giro c’è sempre qualche furbetto che compra regolarmente senza preoccuparsi del fatto che un bel giorno il conto deve essere saldato.

Tralasciando i casi patologici, però, bisogna osservare che ragionando in termini finanziari puoi commettere degli errori di valutazione.

Esempio

Nel mese di novembre del tuo primo anno di attività acquisti prodotti per 100 euro, concordando con il tuo fornitore il pagamento a 90 giorni (febbraio), e li vendi ai tuoi clienti per 160 euro nel mese di dicembre dello stesso anno incassando per contanti. Quindi succede quanto segue:

  • nel primo anno gli incassi sono di 160 euro e i pagamenti zero;
  • nel secondo anno i pagamenti sono di 100 euro e gli incassi zero.

Bisogna quindi stare attenti al fatto che confrontare entrate e uscite di cassa può essere in alcuni casi fuorviante.

Per dare una lettura corretta dell’operazione bisognerebbe dire quanto segue:

  • nel primo anno sul conto corrente hai 160 euro (dopo aver incassato sei andato in banca a versare i soldi) e hai debiti verso il tuo fornitore per 100 euro;
  • nel secondo anno paghi i 100 euro al tuo fornitore e il tuo saldo banca scende a 60 euro (i 160 iniziali meno i 100 pagati).

 

Punto di vista economico

Da un punto di vista economico i costi si manifestano in un momento diverso rispetto a quanto visto in termini giuridici e finanziari.

In economia si ragiona in maniera diversa a seconda che si parli di:

  • materie prime (processi di produzione);
  • merci (commercio);
  • macchinari.

 

Materie prime e merci

Il costo di una materia prima si manifesta quando entra in produzione e viene consumata nel processo di lavorazione. Nei processi artigianali e industriali, infatti, si assemblano varie materie prime per ottenere dei prodotti da vendere.

Funziona un po’ come la nostra cucina di casa, in cui assembliamo ad arte farina, acqua, lievito, olio, sale, zucchero, pomodoro, mozzarella, e ingredienti vari ed otteniamo una pizza.

Nelle aziende commerciali, invece, non si effettua nessun processo di trasformazione, ma il concetto di costo è praticamente uguale a quello artigianale e industriale: il costo di una merce si manifesta quando entra nel ciclo della vendita.

Per quantificare i costi di competenza di un esercizio di materie prime e merci si sommano gli acquisti con le rimanenze iniziali e si sottraggono le rimanenze finali.

Esempio

Un ristorante deve calcolare il costo dell’Amarone della Valpolicella consumato  in un determinato periodo.

 Descrizione   Formula  Dati 
 Costo per bottiglia in €  A                           16,00
 Rimanenze iniziali di bottiglie n.  B                           20
 Bottiglie acquistate n.  C                           42
 Rimanenze finali di bottiglie n.  D                           14
 Bottiglie consumate n.  E = B+C-D                           48
 Costo del venduto €  F = A x E                         768,00

Quindi il costo delle bottiglie di Amarone della Valpolicella vendute nel periodo è di 768 euro.

Macchinari

Il costo di un macchinario si manifesta con il trascorrere del tempo. Il tempo passa sia mentre il macchinario è acceso ed in funzione, sia quando è spento. Quando il macchinario è acceso ed utilizzato si logora e si usura fisicamente. In ogni caso, con il passare del tempo, il macchinario deperisce per obsolescenza tecnologica. Le nuove tecnologie, infatti, lo rendono inadatto all’utilizzo.

Uno dei modi per calcolare il costo del macchinario da imputare al singolo prodotto è quello di ripartire il costo del macchinario in funzione dei pezzi prodotti.

Prima si calcolano i prodotti che il macchinario è in grado di produrre nell’arco della sua vita utile, e poi quelli producibili nell’anno corrente (in base al budget).

Esempio

Un produttore di penne vuole calcolare quanto il costo del macchinario incida sulla singola penna.

 Dati   Formula  Dati 
 Costo del macchinario €  A                   75.000,00
 Vita utile in anni  B                             6
 Pezzi totali producibili nei 6 anni  C                720.000
 Pezzi prodotti nell’anno N  D                118.000
 Quota ammortamento anno N  E = A : C x D                12.291,67
 Quota da imputare a ciascun prodotto in €  F = E : D                             0,10

Quindi per ogni penna il costo del macchinario incide per 10 centesimi.

Servizi

Il costo si manifesta nel momento in cui i servizi sono consumati o sfruttati (es: la manutenzione dell’auto, la consulenza dell’avvocato, la visione di un film, la cena al ristorante, l’assicurazione, le provvigioni agli agenti, il rifacimento di una strada, ecc.).

Molti servizi sono ad esecuzione istantanea e il costo viene imputato al momento dello sfruttamento. Quando andiamo al ristorante, mangiamo e a fine cena paghiamo il conto. Lo stesso discorso vale quando andiamo al cinema per vedere un film: in questo caso, addirittura, paghiamo in anticipo.

Al contrario, per servizi complessi, il costo del servizio si manifesta per gradi sulla base di stati avanzamento lavori (es: la costruzione di una casa, l’assistenza legale per una causa civile, ecc.).

Esempio

Un ingegnere riceve l’incarico per progettare un macchinario complesso e per coordinare i lavori di realizzazione, montaggio e collaudo. Il compenso pattuito per i lavori è di 5.000 euro.

La parcella sarà da imputare ai costi dell’azienda committente (cliente) in funzione dell’avanzamento dei lavori. Il cliente, dopo un colloquio con il professionista, imputa i costi nel seguente modo:

  • per la progettazione euro 3.000;
  • per l’assistenza al montaggio euro 1.200;
  • per il collaudo finale euro 800.

Conclusioni

Quando analizzerai i costi della tua azienda, ricordati di analizzare i costi dal punto di vista

  • giuridico,
  • finanziario
  • economico

tenendo in considerazione che i tre tipi di lettura sono tutti corretti in base al tipo di analisi dei costi che vuoi effettuare.

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