Dicembre 2021 - Studio Cortini & Rizzo
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La fruizione del credito formazione 4.0

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Salvatore Rizzo

L’art. 1, comma 214, della legge n. 160/2019 prevede che il credito d’imposta formazione 4.0 sia utilizzabile esclusivamente in compensazione “a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili”. L’agevolazione è fruibile in unica soluzione.

La fruizione del credito formazione 4.0 resta subordinata all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione contabile, ai sensi dell’art. 4 del D.M. 4 maggio 2018.

La Risoluzione 17 gennaio 2019, n. 6/E ha istituito il codice tributo da utilizzare “6897”, denominato “credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Industria 4.0 – art. 1, commi da 46 a 56, della legge n. 205/2017 e art. 1, commi da 78 a 81, della legge n. 145/2018”.

In sede di compilazione del modello “F24”, il suddetto codice tributo è esposto nella “Sezione Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.

Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con il periodo d’imposta di sostenimento della spesa, nel formato “AAAA”.

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Stato di emergenza Covid prorogato fino al 31 marzo 2022

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Salvatore Rizzo

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che prevede la proroga dello stato di emergenza nazionale e delle misure per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 fino al 31 marzo 2022.

Restano in vigore le norme relative all’impiego del Green Pass e del Green Pass rafforzato e ai test antigenici rapidi gratuiti e a prezzi calmierati.

Il decreto stabilisce inoltre – come precisa il comunicato di Palazzo Chigi – l’estensione, sino al 31 marzo 2022, della norma secondo cui il Green Pass rafforzato debba essere utilizzato anche in zona bianca per lo svolgimento delle attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla (quali, ad esempio, ristorazione al chiuso, spettacoli, eventi sportivi, discoteche).

Risulterebbero conseguentemente prorogate anche le disposizioni emergenziali collegate, tra cui le modalità semplificate di attivazione e di comunicazione del lavoro agile (smart working).

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Il Decreto Fiscale diventa legge: nuove proroghe dei versamenti e delle fatture elettroniche estere

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Salvatore Rizzo

Il 14 dicembre 2021 la Camera ha posto la fiducia, senza ulteriori modifiche, al testo già approvato dal Senato ed è stato quindi convertito in legge il D.L. 21 ottobre 2021, n. 146 (“Decreto fiscale”), contenente un pacchetto di misure in materia economica e fiscale e a tutela del lavoro.

Tra le novità si segnalano in particolare:

  • l’ulteriore proroga per il versamento delle rate scadute dei piani di “Rottamazione-ter” e “Saldo e stralcio”;
  • una nuova dilazione dei pagamenti derivanti dalle cartelle oggetto di sospensione;
  • il rinvio di alcuni adempimenti in materia di fisco elettronico previsti per il nuovo anno:
  • tra cui il differimento di sei mesi (al 1° luglio 2022) delle disposizioni in materia di esterometro;
  • l’estensione al 2022 del divieto di emissione di fattura elettronica da parte dei soggetti tenuti alla trasmissione dei dati al sistema Tessera Sanitaria;
  • il rinvio al 1° gennaio 2023 dell’obbligo per i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati relativi a tutti i corrispettivi giornalieri.

Il provvedimento attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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Versamento dell’acconto IVA in scadenza il 27 dicembre

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Jessica Bellorio

In scadenza lunedì 27 dicembre 2021 l’ultimo giorno utile per versare l’acconto IVA 2021. Sono tenuti al versamento dell’acconto i titolari di partita IVA che hanno chiuso il periodo fiscale 2020 con un debito IVA.

L’eventuale versamento dovrà essere effettuato per via telematica (direttamente o tramite intermediario abilitato) con modello F24, codice 6013 per i contribuenti mensili e 6035 per i trimestrali.

Sul versamento dell’acconto da parte dei contribuenti con liquidazione trimestrale (“per opzione”) non è dovuta la maggiorazione per interessi dell’1%.

L’acconto pagato verrà successivamente scomputato dall’ammontare dell’IVA dovuta per il mese di dicembre 2021 (nel caso dei contribuenti mensili) ovvero per il quarto trimestre 2021 (nel caso dei contribuenti trimestrali).

È ammesso il pagamento mediante compensazione con altre imposte e contributi, ma nel rispetto delle condizioni previste dall’attuale normativa.

L’importo da versare (eventualmente) può essere determinato utilizzando tre differenti modalità di calcolo:

  • storico: 88% del versamento relativo all’ultimo mese o trimestre dell’anno precedente (nel calcolo bisogna tenere conto dell’acconto versato lo scorso anno);
  • analitico: 100% dell’imposta risultante a debito dalla liquidazione straordinaria alla data del 20 dicembre 2021;
  • previsionale: 88% dell’IVA che si prevede di dover versare per l’ultima liquidazione periodica dell’anno in corso.
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Ammessi ai contributi a fondo perduto Covid pur in presenza di carichi pendenti

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Jessica Bellorio

Il D.L. n. 209/2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 294 dell’11 dicembre 2021, stabilisce che chi ha debiti con la Pubblica Amministrazione può comunque accedere ai “contributi anti-Covid”, non trovando applicazione, per tale forma di sostegno, la disposizione secondo cui, prima di effettuare il pagamento di un importo superiore a 5mila euro, occorre controllare se il beneficiario risulta inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a quella cifra.

Pertanto, chi ha chiesto accesso agli “aiuti anti Covid” non corre il rischio di vederseli rifiutare dall’amministrazione finanziaria per la presenza di carichi fiscali pendenti.

La norma, essendo di interpretazione autentica, ha efficacia retroattiva e nel caso in cui la procedura di verifica è già stata attivata, l’agente della riscossione non è tenuto a rispondere all’eventuale richiesta del soggetto pubblico (l’Agenzia Entrate). Se l’ente della riscossione ha già accertato e comunicato l’inadempienza del beneficiario, i contributi devono comunque essere corrisposti.

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