Ottobre 2016 - Studio Cortini & Rizzo
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Interessi passivi bancari: novità importanti

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Emanuele Cortini

Le novità normative entrate in vigore dal 1 ottobre 2016 legittimano di fatto l’anatocismo bancario cioè il calcolo degli interessi sugli interessi. La nuova normativa bancaria prevede infatti che:

  • Gli interessi attivi e passivi sono conteggiati al 31 dicembre di ogni anno;
  • Gli interessi attivi sono accreditati immediatamente sul tuo conto corrente (il 31 dicembre);
  • Gli interessi passivi sono addebitati sul tuo conto corrente e si trasformano in capitale, soltanto a fronte di specifica autorizzazione rilasciata alla banca, il giorno 1 marzo dell’anno successivo.

Se autorizzi la banca all’addebito in conto, autorizzi l’anatocismo: gli interessi passivi vengono calcolati sul capitale negativo comprensivo anche degli interessi passivi maturati.

D’altra parte l’autorizzazione all’addebito degli interessi sul conto corrente sembra essere la via più semplice per gestire i rapporti con le banche e anche quella più consigliabile.

Esempio

Il 31 dicembre il tuo conto corrente ha un saldo negativo di 20.000 euro. Gli interessi passivi maturati al 31 dicembre (per il quarto trimestre) ammontano a 3.500 euro.
Se autorizzi la banca ad addebitare in conto corrente gli interessi, dal 1 gennaio gli interessi passivi matureranno su un capitale negativo di 23.500. Se invece non autorizzi la banca, gli interessi passivi maturati (euro 3.500) andranno pagati entro il 1 marzo.

Le modifiche ai contratti di conto corrente

A fronte di tale novità, la tua banca in questi giorni ti ha inviato due comunicazioni:

  • La variazione unilaterale del contratto;
  • La richiesta di autorizzazione preventiva all’addebito degli interessi passivi sul conto corrente.

Cosa fare per evitare l’anatocismo

Per evitare che gli interessi passivi calcolati si trasformino in capitale, non devi autorizzare la banca ad addebitare gli interessi in conto corrente, astenendoti dal mandare la lettera di autorizzazione all’addebito. Devi però sapere che, se non autorizzi la banca ad addebitare gli interessi passivi sul tuo conto corrente, il giorno 1 marzo devi pagare gli interessi con altre risorse finanziarie:

  • Contanti
  • Bonifico.

Se non provvedi tu a pagare gli interessi passivi, la banca si soddisfa con una delle seguenti modalità:

  • Compensando il tuo debito per interessi passivi con le disponibilità su un (eventuale) conto corrente attivo;
  • Estinguendo il debito per interessi utilizzando i fondi accreditati (contanti, assegni) sul conto corrente su cui sono maturati gli interessi passivi.

Se la banca non riceve i tuoi denari a copertura degli interessi passivi, provvede alla messa in mora e avvia le azioni giudiziarie per incassare in modo forzoso i soldi.

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Novità per le professioni sanitarie: il Sistema Tessera Sanitaria

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Emanuele Cortini

Se svolgi prestazioni sanitarie sei tenuto ad inviare al Sistema Tessera Sanitaria (STS) i dati relativi alle prestazioni che confluiranno nella dichiarazione dei redditi precompilata dei tuoi assistiti.

Il Sistema Tessera Sanitaria, infatti, dopo che avrai inviato i dati, restituirà ai tuoi assistiti, nella dichiarazione dei redditi precompilata dall’Agenzia delle Entrate, i totali di spesa ed i rimborsi, aggregati in base alle varie tipologie di spesa, per consentire di beneficiare delle detrazioni fiscali Irpef.

Chi sono i professionisti interessati?

Se sei iscritto all’Ordine dei medici e odontoiatri, o hai una farmacia, ASL, azienda ospedaliera, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, policlinico universitario, presidio di specialistica ambulatoriale, struttura per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa, altro presidio e struttura autorizzata all’erogazione di servizi sanitari oppure se sei iscritto all’Albo degli psicologi, infermieri, ostetriche/i, tecnici sanitari di radiologia medica, ottici, veterinari o hai una parafarmacia, sei tenuto all’invio dei dati sanitari al Sistema Tessera Sanitaria.

Cosa devi fare?

I dati che devi inviare sono quelli relativi alle ricevute di pagamento, alle fatture e agli scontrini fiscali relativi alle spese sanitarie sostenute dal tuo cliente o dal suo familiare a carico e ai rimborsi erogati.

I dati da inviare sono:

  • Codice fiscale o partita Iva e cognome e nome o denominazione tuoi o della tua struttura;
  • Codice fiscale del tuo assistito o del suo familiare a carico;
  • Data del documento fiscale della spesa;
  • Tipo di spesa: ticket, farmaci, dispositivi medici, servizi sanitari delle farmacie (es: ecocardiogramma, spirometria, test glicemia/colesterolo, misurazione pressione), farmaci veterinari, prestazioni sanitarie, altre spese solo in casi particolari (es: cure termali, chirurgia estetica), ecc.;
  • Importo della spesa o del rimborso;
  • Data del rimborso.

Quali sono le tue scadenze?

Le scadenze da considerare sono:

  • Entro il 31 ottobre 2016 devi richiedere le credenziali di accesso al Sistema Tessera Sanitaria tramite il sito internet dell’STS stesso (sistemats.it). I dati che ti servono per fare l’accreditamento sono:
    • Codice fiscale;
    • Numero tessera sanitaria;
    • Data di scadenza della tessera sanitaria;
    • Numero di partita Iva con relativo codice Ateco;
    • Indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) coincidente con quello presente nel tuo Albo;
    • Numero di iscrizione all’Albo.

Ricevuta la richiesta di accreditamento, Sistemats verifica i tuoi dati e ti invia le credenziali (codice identificativo e password) tramite PEC.

  • Entro il 31 gennaio 2017 devi inviare al Sistema Tessera Sanitaria i dati relativi alle spese e ai rimborsi dei tuoi assistiti per l’anno 2016. Se non vuoi provvedere direttamente all’invio dei dati puoi delegare il tuo commercialista;
  • Il Sistema Tessera Sanitaria, dal 1 marzo 2017, mette a disposizione dell’Agenzia delle entrate i dati relativi alle spese sanitarie e ai rimborsi 2016 che confluiranno nella dichiarazione dei redditi precompilata.

E se il tuo assistito si volesse opporre all’invio dei dati?

Il tuo assistito può opporsi a rendere disponibili all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle prestazioni sanitarie sostenute nell’anno precedente e ai rimborsi per l’elaborazione della sua dichiarazione di redditi precompilata.

L’opposizione si manifesta:

  • In caso di scontrino parlante: non comunicando il codice fiscale riportato sulla tessera sanitaria al soggetto che emette lo scontrino (es. farmacia);
  • Negli altri casi: chiedendo al medico o alla struttura sanitaria l’annotazione dell’opposizione sul documento fiscale (sulla fattura scriverai: “fattura non trasmessa al Sistema Tessera Sanitaria ai fini della predisposizione del 730 precompilato, per opposizione dell’assistito ai sensi dell’art. 4 DM 16 settembre 2016”). La richiesta scritta di opposizione deve essere rilasciata e conservata dal medico/struttura sanitaria sotto forma di autocertificazione (in cui potresti scrivere: “il sottoscritto [nome e cognome paziente] esprime la propria opposizione all’invio dei dati relativi alle spese sanitarie che lo riguardano al Sistema Tessera Sanitaria da parte del dott. [nominativo tuo] ai sensi dell’art. 4 DM 16 settembre 2016”);
  • Dal 1 al 28 febbraio dell’anno successivo, l’assistito può direttamente accedere all’area autenticata del Sistema Tessera Sanitaria tramite tessera sanitaria TS-CNS oppure tramite le credenziali Fisconline (rilasciate dall’Agenzia delle Entrate) e selezionare le singole spese che non intende rendere note;
  • Dal 1 ottobre dell’anno di riferimento al 31 gennaio dell’anno successivo, l’assistito può comunicare (con mail, telefono o andando all’ufficio dell’Agenzia delle entrate) all’Agenzia delle entrate la tipologia di spese da escludere e i propri dati anagrafici.

Come farai a gestire l’adempimento dell’invio dei dati?

La gestione di questo nuovo adempimento e i relativi costi (tempo impiegato o onorari del professionista incaricato) dipendono dal modo con cui gestisci la fatturazione:

  • Opzione 1: se compili le tue fatture o ricevute fiscali a mano, dovrai provvedere a caricare o far caricare, fattura per fattura, nel software per gestire l’invio al Sistema Tessera Sanitaria, i seguenti dati:
    • Codice fiscale o partita Iva e cognome e nome o denominazione tuoi o della tua struttura;
    • Codice fiscale del tuo assistito o del suo familiare a carico;
    • Data del documento fiscale della spesa;
    • Tipo di spesa: ticket, farmaci, dispositivi medici, servizi sanitari delle farmacie (es: ecocardiogramma, spirometria, test glicemia/colesterolo, misurazione pressione), farmaci veterinari, prestazioni sanitarie, altre spese solo in casi particolari (es: cure termali, chirurgia estetica), ecc.;
    • Importo della spesa o del rimborso;
    • Data del rimborso.
  • Opzione 2: se compili le tue fatture o ricevute fiscali con un software specifico, dovrai verificare, con chi ti fornisce assistenza informatica, se il tuo software è in grado di estrapolare il tracciato informatico che dovrà essere inviato al Sistema Tessera Sanitaria;
  • Opzione 3: il nostro Studio è in grado di fornirti un software da noi realizzato (con Microsoft Excel) in modo che tu possa:
    • Creare il database contenente il tuo elenco assistiti;
    • Emettere le fatture in modo rapido;
    • Predisporre, in modo semplice, l’elenco dei dati da inviare al Sistema Tessera Sanitaria;
    • Definire, in modo rapido, quali fatture dovranno essere inviate al Sistema Tessera Sanitaria e quali no (es: fatture fatte a pazienti che hanno fatto opposizione oppure fatture emesse per perizie);
    • Elaborare statistiche di fatturato (analisi del fatturato per anno, per mese, per paziente, per tipo di prestazione);
    • Inviarci i dati che, successivamente, provvederemo ad inviare per tuo conto al Sistema Tessera Sanitaria.

 

 

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