Dicembre 2015 - Studio Cortini & Rizzo
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Pensioni 2016: notizie brutte, buone e così così

Me ne in...Fisco in Privato | 0 comments | by Emanuele Cortini

Novità poco piacevoli per il 2016 per tutti i lavoratori che si approssimano alla pensione:

  • Ci vogliono 4 mesi di lavoro in più per andare in pensione;
  • Chi riuscirà ad andare in pensione riceverà una pensione del 2% inferiore rispetto a chi è andato in pensione entro il 2015.

Il DM 16 dicembre 2014 adegua infatti tutti i requisiti di tute le pensioni alla cosiddetta “speranza di vita” mentre il DM 22 giugno 2015 ha fissato i coefficienti di calcolo delle pensioni validi nel triennio 2016/2018.

A queste novità si aggiunge l’adeguamento già stabilito dalla riforma Fornero (Legge 214/2011) per le lavoratrici donne autonome e dipendenti del settore privato. Il risultato per loro è che il periodo per andare in pensione:

  • Sale di 1 anno e 4 mesi per le autonome e
  • Sale di 1 anno e 10 mesi per le lavoratrici del settore privato.

LA PENSIONE DI VECCHIAIA

Tipo di lavoratore Anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 Contributi versati per anni

Età minima per andare in pensione

dal 01/01/2016

Lavoratotrici del settore privato

20

65 anni e 7 mesi
Lavoratotrici autonome e iscritte alla gestione separata inps

20

66 anni e 1 mese
Lavoratori dipendenti e lavoratrici dipendenti del settore pubblico, lavoratori dipendenti del settore privato, lavoratori autonomi e lavoratori iscritti alla gestione separata del settore privato

20

66 anni e 7 mesi
Lavoratrici dipendenti del settore privato No 20 65 anni e 7 mesi
Lavoratrici autonome e le lavoratrici iscritte alla gestione separata No 20 66 anni e 1 mese a condizione che l’importo della pensione risulti non inferiore a 644,12 euro mensili
Lavoratori dipendenti (privato e pubblico), le lavoratrici dipendenti del settore pubblico, i lavoratori autonomi e i lavoratori iscritti alla gestione separata No 20 66 anni e 7 mesi a condizione che l’importo della pensione risulti non inferiore a 644,12 euro mensili
In assenza dei requisiti sopra indicati No 5

70 anni e 7 mesi

 

LA PENSIONE ANTICIPATA

Tipo di lavoratore Anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 Contributi versati per anni

Età minima per andare in pensione

dal 01/01/2016

Uomini 42 anni e 10 mesi Nessun requisito di età
Donne 41 anni e 10 mesi Nessun requisito di età
Uomini No 42 anni e 10 mesi Nessun requisito di età
Donne No 41 anni e 10 mesi Nessun requisito di età
Tutti: uomini e donne in alternativa a quanto sopra No 20 anni 63 anni e 7 mesi

 

Per i soggetti che hanno svolto lavori usuranti (mansioni particolarmente faticose o pesanti, turnisti di notte, ecc.) le regole sono più morbide e i tempi per andare in pensione sono più corti.

 

BUONE NOTIZIE E NOTIZIE COSÌ COSÌ

In questo marasma di novità si segnala una buona notizia: la vita media si allunga.

L’Italia ha un livello di speranza di vita tra i più elevati in Europa e la longevità continua ad aumentare.

L’Italia diventa il primo paese in Europa per la più elevata speranza di vita degli uomini (80,3 anni – stima Eurostat).

Rispetto alla media dei 28 paesi europei (80,6 anni) nel nostro paese la vita media attesa della popolazione in complesso è più lunga di almeno 1 anno e mezzo, attestandosi al secondo posto della graduatoria (82,9 anni) dopo la Spagna.

Inoltre, la speranza di vita delle donne continua a collocarsi al terzo posto (85,2 anni), dopo Spagna (86,1 anni) e Francia (85,6 anni).

La mortalità infantile decresce ancora, come pure la mortalità per incidenti da mezzi di trasporto dei giovani, soprattutto tra i maschi, e quella per tumori maligni tra gli adulti. Migliorano inoltre le condizioni di salute fisica.

Qualche andamento positivo si evidenzia anche sul fronte degli stili di vita, con il consolidarsi della riduzione progressiva di fumatori e di consumatori di alcol a rischio.

In un simile contesto si rilevano tuttavia alcune criticità di sicura rilevanza. In primo luogo, non migliora la qualità della sopravvivenza e si registra un peggioramento del benessere psicologico.

Si riconferma la tendenza all’aumento della mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso tra gli anziani, e soprattutto tra i grandi anziani. Il rilevante carico assistenziale che queste patologie comportano sulle famiglie e sui servizi socio-sanitari si può rivelare di difficile sostenibilità sociale ed economica, riflettendosi negativamente sulla qualità della vita, non solo dei malati ma anche dei loro familiari.

Continuano ad essere diffusi sedentarietà, eccesso di peso e un non adeguato consumo di frutta e verdura.

Le donne hanno da sempre un vantaggio in termini di sopravvivenza rispetto agli uomini, dai quali si distinguono anche per una maggiore propensione alla prevenzione e agli stili di vita più salutari. In termini di qualità della sopravvivenza, invece, sono più spesso penalizzate da patologie che comportano limitazioni nelle attività che le persone abitualmente svolgono.

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Compensi amministratori: come dedurli fiscalmente

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Emanuele Cortini

Il compenso spettante agli amministratori di società (normalmente è un problema che si pone per gli amministratori di s.r.l. e di s.p.a.) è deducibile nell’esercizio in cui è corrisposto.

Deve, quindi, essere contabilizzato per competenza ma è fiscalmente deducibile secondo il principio di cassa allargata: il compenso si considera pagato nell’anno se percepito entro il 12 gennaio dell’anno successivo.

Per ottenere la deducibilità immediata dei compensi relativi all’anno 2015 è necessario che gli stessi siano pagati entro il 12/01/2016. Diversamente diventeranno deducibili nella dichiarazione dei redditi del 2017 relativa al 2016 (con un ritardo di un anno e un aggravio di imposte).

A tale riguardo si precisa che se il pagamento avviene con:

  • Bonifico: lo stesso deve essere eseguito entro il 12/01/2016;
  • Assegno: non è sufficiente datare l’assegno con data non posteriore al 12 gennaio, ma va anche incassato entro la medesima data.

 

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Ritenuta ridotta agenti e rappresentanti

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Emanuele Cortini

Sulle provvigioni pagate per prestazioni (comprese quelle occasionali) inerenti a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza e procacciamento d’affari è operata una ritenuta d’acconto del 23%.

La ritenuta d’acconto va applicata su:

  • Compensi spettanti al commissionario, agente, mediatore, rappresentante, procacciatore per l’attività prestata;
  • Eventuali differenze tra il prezzo di vendita ottenuto dall’agente e quello fissato dal committente;
  • Somme percepite dall’agente o rappresentante per affari conclusi dalla mandante nella zona di esclusiva;
  • Ogni altro compenso (es: rimborsi spese, anticipazioni, ecc.).

La ritenuta del 23% si applica su:

  • 50% della base imponibile oppure;
  • 20% della base imponibile se l’intermediario, con una apposita dichiarazione, comunica al proprio committente, di avvalersi, in via continuativa, dell’opera di dipendenti o di terzi (collaboratori di imprese familiari, associati in partecipazione, agenti, subagenti, mediatori, procacciatori e figure similari). Il rapporto con i dipendenti o i terzi si considera continuativo qualora gli stessi effettuino prestazioni per la prevalente parte dell’anno (almeno 6 mesi).

Per poter usufruire dell’applicazione della ritenuta d’acconto sul 20% (anziché sul 50%) della base imponibile l’intermediario deve:

  1. predisporre una dichiarazione in cui attesta di avvalersi in via continuativa di dipendenti o di terzi (vedi fac-simile);
  2. firmare la dichiarazione;
  3. inviare la dichiarazione al committente, preponente o mandante entro il 31/12/2015 tramite raccomandata AR (oppure tramite posta elettronica certificata – pec);
  4. conservare agli atti la documentazione attestante la regolare trasmissione della dichiarazione.

L’adempimento ha cadenza annuale; è condizione essenziale per godere dell’agevolazione per l’anno successivo e deve essere rinnovato anno dopo anno, non potendosi considerare più valida la dichiarazione spedita l’anno precedente.

 

FAC-SIMILE DI DICHIARAZIONE

 

Verdi Luigi – Agente di Commercio

Via del Roseto n. 15

20100 Milano (Mi)

CF: VRDLGU54R16E897H

P.IVA 02862104038

Spett. le

Alfa di Rossi Roberto & c. snc

Via Roma 290

20100 Milano (Mi)

Raccomandata A/R (Comunicazione via PEC)

 

Oggetto: applicazione della ritenuta ridotto alle provvigioni 2016.

 

COMMITTENTE, PREPONENTE O MANDANTE
Cognome e nome o ragione sociale o denominazione
Alfa di Rossi Roberto & C. S.n.c.
Domicilio fiscale Via Numero Civico
Roma 290
Cap Comune Provincia
20100 Milano Mi
Codice fiscale n. 1234567891
Partita Iva n. 1234567891
Registro Imprese di Milano n. 01234567891
Rea C.C.I.A.A. di Milano n. 3456
INTERMEDIARIO DI COMMERCIO
Cognome e nome o ragione sociale o denominazione
Verdi Luigi
Domicilio fiscale Via Numero Civico
Del Roseto 15
Cap Comune Provincia
20100 Milano Mi
Codice fiscale n. VRDLGU54R16E897H
Partita Iva n. 02862104038
Registro Imprese di Milano n. VRDLGU54R16E897H
Rea C.C.I.A.A. di Milano n. 6789

 

Si attesta, sotto la propria responsabilità, la sussistenza delle condizioni per beneficiare dell’applicazione della ritenuta d’acconto nella misura ridotta, sulle provvigioni spettanti, stante la presenza di collaborazioni, in via continuativa e per la prevalente parte dell’anno, dell’opera di dipendenti (o di terzi) per lo svolgimento dell’attività di intermediari di commercio.

Vi preghiamo pertanto a decorrere dall’1.1.2016, di commisurare la ritenuta su un ammontare pari al 20% delle provvigioni che saranno liquidate a nostro favore, con l’intesa che Vi comunicheremo tempestivamente le eventuali variazioni in corso d’anno che determinino la decadenza dal beneficio.

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Luogo e data                                                                                                              Timbro e firma

 

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Rimanenze di magazzino, come valutarle in 7 mosse

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Emanuele Cortini

Con l’avvicinarsi del 31 dicembre 2015 si ripropone come ogni anno il problema della valutazione delle scorte di magazzino di fine anno.

L’obbligo di valutare il magazzino ricade su tutti gli imprenditori (commercianti, industriali, artigiani) mentre sono esclusi da tale adempimento i professionisti.

In estrema sintesi, le principali attività necessarie alla gestione del processo di valorizzazione delle rimanenze sono:

  1. Pianificazione delle attività:
    • definizione dei prodotti oggetto di inventario: vanno inventariati tutti i prodotti di proprietà dell’impresa che non siano qualificabili come beni ammortizzabili (beni destinati ad essere utilizzati dall’impresa per un periodo superiore all’anno); vanno, inoltre, valutati i cantieri e i servizi in corso d’opera (stati avanzamento lavori e lavori in corso);
    • individuazione dei luoghi oggetto di inventario: magazzini propri o magazzini di terzi; occorre fare attenzione a tenere distinti i beni di proprietà di terzi (es: merci di terzi in lavorazione presso di noi, merci di terzi in conto deposito presso di noi) e a non omettere la conta dei beni di nostra proprietà presso altri luoghi (es: nostre merci in lavoro presso terzisti, nostre merci in conto deposito presso altri soggetti, nostre merci in viaggio verso i magazzini di nostri clienti);
    • scelta dei tempi (giorni del calendario) in cui sarà eseguita la conta fisica;
    • individuazione delle persone che saranno addette a gestire le operazioni di inventario;
    • formazione delle persone all’uso degli strumenti di lavoro (es: pistole per codici a barre) e inseguamento delle procedure da applicare;
  2. Assegnazione degli incarichi:
    • individuazione dei soggetti più adatti ad effettuare la conta fisica dei beni;
    • individuazione dei soggetti addetti ai controlli (correzioni, riconciliazioni e controlli di coerenza) tra quantità fisiche rilevate e quantità risultanti dai gestionali;
    • individuazione dei soggetti addetti alla valorizzazione delle scorte;
  3. Definizione delle procedure operative:
    • definizione dei flussi di lavoro;
    • stesura di procedure scritte e dei modelli (es: bolle di entrata merce, modulo di richiesta di scarico in produzione, mod. di scarico magazzino materie prime, mod. di carico di prodotti finiti, mod. inventario, bolle di uscita prodotti, ecc.);
  4. Definizione delle metodologie di valutazione:
    • beni infungibili:  sono i beni le cui caratteristiche e specificità li rendono specificamente individuabili (es: macchinario specifico con matricola ZX108):
      • costo di acquisto;
      • costo di produzione;
    • beni fungibili: sono i beni di massa la cui rimanenza non è identificabile rispetto ad un particolare acquisto (es: magliette modello XYZ di colore giallo a manica lunga);
      • costo di acquisto;
      • costo di produzione;
      • costo medio ponderato;
      • LIFO (ultimo entrato primo uscito);
      • FIFO (primo entrato primo uscito)
    • prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e prodotti finiti: la valutazione viene effettuata prendendo come riferimento le spese sostenute (oneri diretti e indiretti), escluse le spese generali;
    • lavori in corso: si tratta di quelle forniture, opere e servizi, svolte su ordinazione e stabilite come oggetto unitario di un contratto, ancora in corso di lavorazione alla fine dell’esercizio. Per fare un paio di esempi si può citare una impresa di impianti elettrici che deve cablare un ufficio o quello di una impresa edile cui è stata commissionata la costruzione di un immobile. La valutazione delle rimanenze di lavori in corso si distingue a seconda che si tratti di:
      • lavori di durata inferiore ai 12 mesi;
      • lavori di durata superiore ai 12 mesi;
  5. Effettuazione della conta fisica:
    • conta fisica dei beni presenti in magazzino alla data del 31 dicembre: occorre fare attenzione al fatto che se l’azienda è in funzionamento tra il momento in cui viene fatta la rilevazione (es: 31 dicembre alle ore 9:00 del mattino) e la data ultima cui fa riferimento l’inventario (es: 31 dicembre alle ore 23:59) possono esserci ulteriori carichi o scarichi di merce;
    • conta fisica dei codici a rotazione durante l’esercizio con supporto informatico che permetta la gestione degli input e degli output per ottenere le giacenze al 31 dicembre;
  6. Attribuzione del valore alle scorte secondo i criteri indicati al precedente punto 4;
  7. L’ultima mossa per la corretta redazione e valorizzazione di un inventario consiste nel controllare che le 6 mosse precedenti siano coerenti con le dimensioni dell’azienda e con le problematicità specifiche del magazzino oggetto di inventario.

 

Il valore dei prodotti viene inserito nel bilancio di esercizio mentre la stampa dei prospetti sarà allegata al libro degli inventari per permettere i controlli da parte dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza.

ESEMPIO 1 – MATERIE PRIME E MERCI

Lo schema che segue si riferisce all’inventario di un bar. La particolarità consiste nel fatto che le rimanenze del bar si riferiscono a prodotti diversi (es: vino, salumi, ecc.), ciascuno identificabile sulla base di unità di misura diverse (bottiglie, chilogrammi, litri, ecc.).

 

BENI A MAGAZZINO

AL 31 DICEMBRE

UNITA’ DI MISURA QUANTITA’ (A) VALORE UNITARIO (B) (costo imponibile) VALORE COMPLESSIVO (A x B)
Valpolicella classico superiore Masi bottiglie 10 10,00 100,00
Prosciutto Crudo di Parma Parmacotto Kg 5 12,00 60,00
Latte intero litri 10 1,00 10,00
TOTALE       170,00

  

ESEMPIO 2 – LAVORI IN CORSO

Il caso si riferisce ad un lavoro di durata infrannuale (durata inferiore ai 12 mesi) di una impresa edile che ristruttura un immobile. La valutazione del S.A.L. (stato avanzamento lavori) avviene sulla base delle spese sostenute dall’inizio della commessa fino al 31 dicembre. Normalmente tale valore viene ricavato dalle schede di avanzamento del lavoro (le cosiddette schede di cantiere).

 

Commessa n. 10 – Cliente Rossi Mario – via Roma 115 – 37100 Verona (VR)

DATA COSTI DELLA COMMESSA UNITA’ DI MISURA QUANTITA’ (A) VALORE UNITARIO (B) (costo imponib.) VALORE COMPLESSIVO (A x B)
20/11/2015 Calcestruzzo (costo sostenuto pose effettuate) m3 10 10,00 100,00
10/12/2015 Parquet (costo sostenuto pose effettuate) mq 100 30,00 3.000,00
12/12/2015 Manodopera dipendenti (costo ore lavorate) ore 5 20,00 100,00
14/12/2015 Lavorazione artigiani (costo lavoro svolto) ore 10 30,00 300,00
31/12/2015 TOTALE COSTI COMMESSA       3.500,00

 

 

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IMPOSTA DI BOLLO

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Elisabetta Cortini

L’articolo 13 della I parte della tariffa del D.P.R. n. 642/72 stabilisce che sono soggetti all’imposta di bollo fin dall’origine:

  • le fatture,
  • gli estratti conto,
  • le lettere ed altri documenti di accreditamento o di addebitamento di somme, anche non sottoscritti, ma spediti o consegnati pure tramite terzi, le ricevute o quietanze rilasciate dal creditore o da altri per suo conto,

quando si riferiscono ad operazioni non assoggettate ad IVA (non imponibili, esenti e non soggette) e se la somma supera Euro 77,47.

Sono invece esclusi da bollo:

  • le fatture relative ad operazioni assoggettate ad IVA,
  • tutti i documenti relativi al pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad IVA, purché tale indicazione sia riportata nei suddetti documenti,
  • le ricevute fiscali e gli scontrini.

Nel caso in cui sia emessa fattura (non imponibile, esente o non soggetta) soggetta ad imposta di bollo da euro 2,00 e la stessa venga inviata via e-mail anziché stampata e spedita tramite posta, l’emittente dovrà applicare la marca da bollo sull’originale che resterà in suo possesso, mentre sulla copia della fattura che invierà al cliente dovrà apporre la seguente dicitura: “Imposta di bollo assolta sull’originale. ID…. …. “ (scrivere il numero identificativo della marca da bollo che è stata apposta sulla fattura originale).

Di seguito troverai una tabella dettagliata relativa ai casi in cui l’imposta di bollo, da euro 2,00, deve essere applicata sulle fatture emesse, e quelli invece per i quali non si configura tale obbligo in modo assoluto. Si ribadisce, nuovamente, che l’imposta di bollo non va mai apposta nel caso in cui il documento sia di importo inferiore o pari ad euro 77,47.

 

Classificazione delle operazioni Fattispecie Norma Iva Per importi > ad euro 77,47
Fuori campo Iva Art. 2,3,4,5,7 DPR 633/72 Imposta di bollo euro 2,00
Fuori campo Iva Regimi dei minimi-forfettari Imposta di bollo euro 2,00
Fuori campo Iva Da artt.7-bis a 7-septies Imposta di bollo euro 2,00
Esenti Art. 10 DPR 633/72 Imposta di bollo euro 2,00
Escluse Art. 15 DPR 633/72 Imposta di bollo euro 2,00
Non imponibili Esportazioni Art. 8 e 8 bis DPR 633/72 Non soggette a bollo
Non imponibili Esportatori abituali Art. 8 lettera C) DPR 633/72 Imposta di bollo euro 2,00
Non imponibili Cessioni navi, aeromobili ecc. Art. 8 – bis DPR 633/72 Imposta di bollo euro 2,00
Non imponibili Trasporti internazionali beni Art. 9 da n.2 a n.9 DPR 633/72 Non soggette a bollo
Non imponibili Trasporti internazionali persone Art. 9 n.1 DPR 633/72 Imposta di bollo euro 2,00
Non imponibili Triangolazioni Intra UE Art. 58 DL 331/93 Non soggette a bollo
Non imponibili Cessioni UE Art. 41 DL 331/93 Non soggette a bollo
Non imponibili Altre assimiliate Art. 72 DPR 633/72 Imposta di bollo euro 2,00
Regime monofasico Iva assolta all’origine (es. editoria-tabacchi) Art.74 DPR 633/72 Non soggette a bollo
Imponibili Altre aliquote Non soggette a bollo
Regime base da base Agenzie di viaggio (esclusi pacchetti turistici) Art.74-ter DPR 633/72 Non soggette a bollo
Esenti Agenzie assicurative Art.10 DPR 633/72 Non soggette a bollo
Reverse charge rottami Art. 74 commi 7- 8 DPR 633/72 Non soggette a bollo
Reverse charge edilizia Art. 17 commi 5 e 6 DPR 633/72 Non soggette a bollo
Regime margine usato Artt. 36 e seguenti DL 41/95 Non soggette a bollo

 

Se la fattura evidenzia contemporaneamente importi soggetti ad IVA e importi non soggetti, la marca da bollo va applicata solo qualora gli importi non soggetti ad IVA siano superiori a 77,47 (C.M. 2.01.1984, n. 301333 e R.M. 3.07.2001, n. 98).

La marca da bollo va posta sulla copia originale della fattura consegnata al cliente. Sulle altre copie deve essere riportata la dicitura imposta di bollo assolta sull’originale. È consigliabile trattenere una riproduzione della fattura consegnata al cliente con la marca da bollo applicata. Se il costo dell’imposta di bollo è posto a carico del cliente, l’importo (2,00 euro) dovrà essere indicato in fattura tra le operazioni escluse dall’ambito IVA ex art. 15 D.P.R. 633/72. Se invece il costo grava sul fornitore, l’importo della marca da bollo non deve essere specificato in fattura.

L’omissione dell’imposta di bollo o l’applicazione di una marca con data posteriore a quella della fattura prevede una sanzione amministrativa, per ogni singola fattura/ricevuta considerata irregolare, di un importo da 1 a 5 volte l’imposta evasa.

L’obbligo di applicare la marca da bollo sulle fatture o ricevute è a carico del soggetto che forma i predetti documenti e, quindi, li consegna o spedisce. Solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta sono tutte le parti che sottoscrivono, ricevono, accettano o negoziano atti, documenti o registri non in regola con le disposizioni del D.P.R. 642 del 1972 ovvero li enunciano o li allegano ad altri atti o documenti, nonché tutti coloro che fanno uso di un atto, documento o registro non soggetto al bollo fin dall’origine bensì solo in caso d’uso.

Si precisa infine che, se per esempio un documento viene smarrito, ed è necessario riprodurne una copia, la stessa seguirà il medesimo trattamento, ai fini dell’imposta di bollo, del documento originale: se la fattura era assoggettata a bollo, lo sarà anche la copia, se la fattura non lo era, non lo sarà nemmeno la copia.

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