Gennaio 2015 - Studio Cortini & Rizzo
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Reverse charge: nuove ipotesi di applicazione per settore edile, energetico e cessioni di pallet

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Emanuele Cortini

Il meccanismo del reverse charge è stato esteso ad una serie di nuove tipologie di operazioni: servizi di pulizia, demolizione, installazione di impianti, completamento di edifici, cessioni di beni alla grande distribuzione, bancali in legno usati.

Come noto, al fine di ridurre i fenomeni di frode e di evasione dell’IVA, è prevista l’applicazione del meccanismo del “reverse charge” (inversione contabile) che prevede il trasferimento degli obblighi di assolvimento dell’IVA dal cedente / prestatore all’acquirente / committente per cui:

  • il cedente / prestatore emette la fattura senza applicazione (e addebito) dell’IVA, specificando espressamente che trattasi di “operazione soggetta a reverse charge ex art. 17, comma 6, DPR n. 633/72 con applicazione dell’IVA a carico del destinatario della fattura”;
  • l’acquirente / committente soggetto passivo IVA è il debitore dell’imposta e per l’assolvimento della stessa deve integrare la fattura ricevuta dal cedente / prestatore con aliquota ed imposta e annotare la stessa nel registro IVA degli acquisti e in quello delle fatture emesse / corrispettivi.

L’art.1, comma 629, lett. a), Finanziaria 2015 modificando l’art. 17, comma 6, DPR n. 633/72 ha esteso il reverse  charge anche a:

  • prestazioni di servizi, relative ad edifici di:
    • pulizia;
    • demolizione;
    • installazione di impianti;
    • completamento;
  • cessioni di beni effettuate nei confronti di ipermercati, supermercati e discount alimentari.
  • trasferimenti di:
    • quote di emissioni di gas a effetto serra ex art. 3, Direttiva n. 2003/87/CE, trasferibili ai sensi dell’art. 12 della citata Direttiva;
    • altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata Direttiva;
    • certificati relativi a gas e energia elettrica;
  • cessioni di gas e di energia elettrica ad un soggetto passivo rivenditore ex art. 7-bis, comma 3, lett. a), DPR n. 633/72.

Per quanto appena detto, i settori interessati dalle modifiche possono essere desunti avendo riguardo alla classificazione Ateco, con esclusivo riferimento alle attività che sono relative ad edifici, come segue:

 

Pulizia

43.39 Pulizia di nuovi edifici dopo la costruzione (ndr trattasi di altri lavori di completamento e rifinitura)
43.99.01 Pulizia a vapore, sabbiatura e attività simili per pareti esterne di edifici
81.21.00 Pulizia generale (non specializzata) di edifici
81.22.02 Altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali (escludendo le attività di pulizia di impianti e macchinari)
81.29.10 Servizi di disinfestazione (con esclusivo riferimento a edifici)
N.B. Sembrano escluse le attività 81.29.91 e 81.29.99
Demolizione 43.11.00 Demolizione (con esclusione della demolizione di altre strutture)

Impianti

 

43.21.01 Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione)
43.21.02 Installazione di impianti elettronici (inclusa manutenzione e riparazione)
43.22.01 Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione
43.22.02 Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione)
43.22.03 Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione)
43.22.04 Installazione di impianti di depurazione per piscine (inclusa manutenzione e riparazione) – NB: servono chiarimenti per stabilire se ai fini in questione la piscina può essere considerata edificio o parte di esso
43.22.05 Installazione di impianti di irrigazione per giardini (inclusa manutenzione e riparazione) – NB: servono chiarimenti per stabilire se ai fini in questione il giardino può essere considerato edificio o parte di esso
43.29.01 Installazione, riparazione e manutenzione di ascensori e scale mobili
43.29.02 Lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioni
43.29.09 Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a. (solo se riferite ad edifici)

Completamento

43.31.00 Intonacatura e stuccatura
43.32.01 Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate
43.32.02 Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili
43.33.00 Rivestimento di pavimenti e di muri
43.34.00 Tinteggiatura e posa in opera di vetri
43.39.01 Attività non specializzate di lavori edili – muratori (ndr dovrebbero però rimanere escluse le attività di costruzione degli edifici)
43.39.09 Altri lavori di completamento e di finitura degli edifici n.c.a.

 

In particolar modo, dalla categoria 43 sembrano doversi escludere le seguenti attività:

  • 12: preparazione del cantiere (in quanto più che altro riferibili alla fase propedeutica alla costruzione e non a quella di completamento);
  • 13: trivellazione e perforazione (in quanto non strettamente riferite ad edifici);
  • 91: realizzazione di coperture (in quanto non ricomprese nelle attività di completamento e forse più propriamente riconducibili all’attività di costruzione vera e propria);
  • 99: noleggio a caldo di attrezzature e macchinari.

Nel mondo dell’edilizia eravamo abituati già da tempo ad applicare le regole del reverse charge nelle ipotesi di subappalto. Ora, la legge di stabilità, sottrae alcune casistiche di inversione contabile alla presenza del subappalto, rendendo il reverse applicabile a 360 gradi (subappalti, appalti e contratti d’opera).

Fuori dalle nuove ipotesi di applicazione del reverse charge (esaminate nella presente circolare) si continua ad applicare il reverse charge ai vecchi casi di subappalto (o sub contratto d’opera) laddove la prestazione sia riconducibile al settore costruzioni da individuare secondo le attività descritte nel settore F dei codici Ateco (in particolare, costruzioni di edifici, ingegneria civile e altri lavori di costruzioni specializzati non riconducibili ad edifici e comunque all’elencazione della lettera a-ter) dell’art. 17, comma 6 del Dpr 633/72).

Servizi di pulizia di edifici

 Il reverse charge interessa i servizi di pulizia di uffici, negozi, depositi, supermercati, ecc. Il predetto meccanismo non trova applicazione se:

  • il servizio di pulizia è riferito a beni mobili;
  • il cliente non è soggetto passivo IVA (ad esempio, soggetto privato, condominio, ecc.).

Ai servizi in esame il reverse charge è applicabile alle fatture emesse a decorrere dall’1.1.2015, senza necessità di una specifica autorizzazione da parte dell’UE.

 

Impresa di pulizie Pippo srl

Spett.le

Mario Rossi srl

 

Fattura n. 10 del 31/01/2015

 

Servizio di pulizia Vs uffici – mese di gennaio

Importo                                     € 600,00

 

Operazione soggetta a reverse charge ex art. 17, comma 6, Dpr 633/72 con applicazione dell’Iva a carico del destinatario della fattura.

 

Servizi di demolizione, installazione impianti, completamento di edifici

 Per tali prestazioni di servizi, il sistema dell’inversione contabile si applica in ogni caso, a prescindere dalla circostanza che le prestazioni siano rese da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore o che siano rese nei confronti di un contraente generale a cui venga affidata dal committente la totalità dei lavori.

Per tali nuove ipotesi quindi il reverse charge si applica a prescindere dal rapporto contrattuale (appalto, subappalto) rilevando, oltre alla sussistenza della soggettività passiva IVA in capo al committente, la riconducibilità di tali prestazioni a un bene qualificato come edificio.

Esempio

La società Alfa srl appalta la realizzazione dell’impianto elettrico di un nuovo edificio alla Beta srl e quest’ultima subappalta parte dei lavori alla Gamma srl.

In base alle nuove disposizioni il reverse charge è applicabile sia dalla Gamma srl (subappaltatore) nei confronti della Beta srl che dalla Beta srl (appaltatore) nei confronti della Alfa srl (committente).

Ai servizi in esame il reverse charge è applicabile alle fatture emesse a decorrere dall’1.1.2015, senza necessità di una specifica autorizzazione da parte dell’UE.

 

Impresa idraulica Pippo srl

Spett.le

Mario Rossi srl

 

Fattura n. 10 del 31/01/2015

 

Acconto realizzazione impianto idraulico nuovo edificio

Importo                                       € 10.000,00

 

Operazione soggetta a reverse charge ex art. 17, comma 6, Dpr 633/72 con applicazione dell’Iva a carico del destinatario della fattura.

 

Grande distribuzione

La nuova lett. d-quinquies) estende il meccanismo del reverse charge anche alle cessioni di beni effettuate nei confronti della grande distribuzione, ossia di:

  • ipermercati;
  • supermercati;
  • discount alimentari

Entrata in vigore delle nuove disposizioni a differenza delle precedenti fattispecie, l’applicazione del reverse charge al caso in esame è subordinata al rilascio di un’apposita autorizzazione da parte dell’UE.

Rimborsi crediti iva

I soggetti che pongono in essere le operazioni sopra descritte potranno richiedere il rimborso del credito IVA (annuale / trimestrale) ex art. 30, comma 3, DPR n. 633/72 nel rispetto della condizione dell’aliquota media.

Bancali in legno (pallet)

L’art. 74, commi 7 e 8, DPR n. 633/72 prevede l’applicazione alle cessioni di rottami, cascami, ecc. di determinati materiali, di un regime IVA speciale in base al quale le cessioni sono imponibili IVA, con applicazione dell’imposta da parte dell’acquirente (reverse charge).

Per effetto delle modifiche apportate dalla Finanziaria 2015 al comma 7 del citato art. 74, anche le cessioni di bancali in legno (pallet) recuperati a cicli di utilizzo successivi al primo sono assoggettate, a decorrere dall’1.1.2015, al predetto regime, con applicazione quindi del reverse charge.

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Ravvedimento operoso 2015

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Emanuele Cortini

Con la legge di Stabilità 2015 è introdotta una serie di modifiche alla disciplina del ravvedimento operoso ex art. 13, D.Lgs. n. 472/97 nonché l’abolizione progressiva di alcuni istituti deflattivi del contenzioso.

Informazioni relative al contribuente

Al fine di introdurre nuove e più avanzate forme di comunicazione tra il contribuente e l’amministrazione fiscale”, è previsto che l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione del contribuente (ovvero dell’intermediario abilitato) e della Guardia di Finanza le informazioni ad esso relative, acquisite direttamente o pervenute da terzi, riferite a ricavi/compensi, redditi, volume d’affari e valore della produzione, agevolazioni, deduzioni/detrazioni e crediti d’imposta, ancorché non spettanti, nonché le informazioni utili per la valutazione in ordine ai predetti elementi.

Nuove fattispecie di ravvedimento operoso

Con la Finanziaria 2015 sono state introdotte nuove fattispecie di ravvedimento. N.B. Non ha subito modifiche la lett. c) relativa all’ipotesi di ritardata presentazione delle dichiarazioni.

In particolare è prevista la riduzione della sanzione:

  • ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori/omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, viene eseguita entro il novantesimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro 90 giorni dall’omissione o dall’errore;
  • ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori/omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro 2 anni dall’omissione o dall’errore;
  • ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori/omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre 2 anni dall’omissione o dall’errore;
  • ad un quinto del minimo se la regolarizzazione degli errori/omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la notifica del verbale di constatazione salvo che la violazione non sia relativa alla mancata emissione dello scontrino/ricevuta fiscale di cui all’art. 6, comma 3, D.Lgs. n. 471/97 ovvero all’omessa installazione del registratore di cassa ex art. 11, comma 5 del citato Decreto.

N.B. Le previsioni di cui alle citate nuove lett. b-bis) e b-ter) si applicano solo ai tributi di competenza dell’Agenzia delle Entrate.

Il nuovo comma 1-ter del citato art. 13 rivede le cause ostative del ravvedimento, tenendo conto dell’allungamento dei termini del ravvedimento e della contestuale abrogazione di taluni istituti deflativi del contenzioso.

Non costituisce più causa ostativa del ravvedimento l’inizio dell’attività amministrativa di accertamento portata formalmente a conoscenza del contribuente (constatazione della violazione o inizio di accessi, ispezioni o verifiche) che sarà inibito, per le violazioni di tipo sostanziale, solo dal momento della notifica dell’avviso di accertamento.

Continua ad essere causa ostativa del ravvedimento la notifica degli avvisi di irregolarità emessi in base ai controlli ex artt. 36-bis e 36-ter, DPR n. 600/73 e 54-bis, DPR n. 633/72.

Abrogazione istituti deflativi del contenzioso

A seguito delle novità sopra esaminate, è prevista l’abrogazione di alcuni istituti deflativi del contenzioso e in particolare:

  • l’adesione agli inviti a comparire (artt. 5, commi da 1-bis a 1-quinquies e 11, comma 1-bis,D.Lgs. n. 218/97);
  •  l’adesione ai PVC (art. 5-bis, D.Lgs. n. 218/97).

In materia di acquiescenza (art. 15, D.Lgs. n. 218/97) è stata abrogata la disposizione (comma 2-bis) che prevede(va) la riduzione delle sanzioni alla metà qualora l’avviso di accertamento/liquidazione non fosse stato preceduto dall’invito a comparire.

Detti istituti continuano comunque ad applicarsi:

  •  agli inviti al contradditorio in materia di imposte sui redditi ed IVA e altre imposte indirette notificati entro il 31.12.2015;
  •  ai PVC in materia di imposte sui redditi ed IVA consegnati entro il 31.12.2015.
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Nuovo regime fiscale forfetario

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Emanuele Cortini

Con la legge di Stabilità 2015 è introdotto un nuovo regime forfetario riservato alle persone fisiche (imprese e lavoratori autonomi), che sostituisce l’attuale regime delle nuove iniziative ex art. 13, Legge n. 388/2000, dei minimi ex art. 27, commi 1 e 2, DL n. 98/2011 e contabile agevolato ex art. 27, comma 3, DL n. 98/2011, che vengono sostanzialmente abrogati.

N.B. Il nuovo regime è applicabile a coloro che rispettano i requisiti di seguito evidenziati e quindi non è riservato soltanto ai soggetti che intraprendono una nuova attività.

Il regime in esame è un regime naturale. È comunque consentita l’opzione per l’applicazione del regime ordinario, con vincolo minimo triennale.

Condizioni d’accesso

L’accesso al regime è consentito a condizione che nell’anno precedente:

  •  i ricavi / compensi, ragguagliati ad anno, non siano superiori a specifici limiti, differenziati a seconda dell’attività esercitata, evidenziati nella tabella di seguito riportata;
  •  siano state sostenute spese non superiori ad € 5.000 lordi per:
  • lavoro accessorio;
  • dipendenti e collaboratori ex art. 50, comma 1, lett. c) e c-bis), TUIR;
  • compensi ad associati in partecipazione;
  • prestazioni di lavoro di familiari ex art. 60, TUIR;
  •  il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali al 31.12 non superi € 20.000. A tal fine non vanno considerati i beni immobili comunque acquisiti ed utilizzati né i beni di costo unitario non superiore a € 516,46;
  • il reddito d’impresa/lavoro autonomo deve risultare prevalente rispetto a quello di lavoro dipendente/assimilato ex artt. 49 e 50, TUIR. Tale condizione non va verificata in caso di “rapporto di lavoro cessato” ovvero se la somma dei predetti redditi non è superiore a € 20.000.

Il regime in esame non può essere adottato dai soggetti:

  •  che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari ai fini della determinazione del reddito;
  •  non residenti. Il regime è comunque applicabile dai soggetti residenti in uno Stato UE/aderente allo SEE qualora producano in Italia almeno il 75% del reddito;
  •  che, in via esclusiva o prevalente, effettuano cessioni di fabbricati/porzioni di fabbricato, di terreni edificabili ex art. 10, comma 1, n. 8, DPR n. 633/72 ovvero di mezzi di trasporto nuovi nei confronti di soggetti UE;
  •  che, contestualmente all’esercizio dell’attività, partecipano a società di persone/associazioni professionali/ srl trasparenti.

Caratteristiche del nuovo regime

I soggetti che aderiscono al nuovo regime, analogamente a quanto previsto per il regime dei minimi:

  • applicano il principio di cassa: rilevano solo i costi effettivamente sostenuti e i ricavi incassati;
  • sono esonerati dall’applicazione e dal versamento dell’IVA, salvo che in relazione agli acquisti di beni intraUE di importo annuo superiore a € 10.000 e ai servizi ricevuti da non residenti con applicazione del reverse charge;
  • non possono esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA a credito;
  • non sono soggetti a ritenuta alla fonte sui ricavi / compensi conseguiti;
  • non sono tenuti ad operare ritenute alla fonte;
  • sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili sia ai fini IVA che II.DD.. Detti soggetti sono tenuti alla numerazione e conservazione delle fatture d’acquisto/bollette doganali, all’obbligo di certificazione dei corrispettivi e conservazione dei relativi documenti;
  • non sono soggetti agli studi di settore / parametri;
  • sono esonerati dalla comunicazione clienti – fornitori nonché black – list.

Determinazione del reddito

Il reddito è determinato applicando ai ricavi/compensi un coefficiente di redditività differenziato a seconda dell’attività esercitata, come evidenziato nella seguente tabella.

 

Gruppo di settore Codice attività ATECO 2007 Limite ricavi/compensi Coefficiente redditività
Industrie alimentari e delle bevande (10 – 11) 35.000 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio

45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) –

47.9

40.000 40%

Commercio ambulante e di prodotti

alimentari e bevande

47.81 30.000 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 20.000 54%
Costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68) 15.000 86%
Intermediari del commercio 46.1 15.000 62%

Attività dei servizi di alloggio e di

ristorazione

(55 – 56) 40.000 40%

Attività professionali, scientifiche,

tecniche, sanitarie, di istruzione,

servizi finanziari ed assicurativi

(64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73

– 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88)

15.000 78%
Altre attività economiche

(01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09)

– (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19

– 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 –

28 – 29 – 30 – 31 –32 – 33) – (35) – (36

– 37 – 38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52 –

53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77

– 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 –

91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98)

– (99)

20.000 67%

 

Il reddito così determinato, ridotto dei contributi previdenziali versati, è soggetto ad un’imposta, pari al 15%, sostitutiva dell’IRPEF e relative addizionali e dell’IRAP.

In caso di entrata / uscita dal nuovo regime forfetario si rendono applicabili le consuete disposizioni in tema di rettifica della detrazione dell’IVA a credito e di eliminazione degli effetti di duplicazione dell’imposizione diretta. 

Inizio attività (regime forfetario start-up)

Per i soggetti che iniziano una nuova attività è altresì stabilito che, per il periodo d’imposta di inizio dell’attività e i 2 successivi il reddito, determinato come sopra evidenziato, è ridotto di 1/3 a condizione che:

  •  il contribuente non abbia esercitato, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  •  l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui tale attività costituisca un periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio dell’arte/ professione;
  •  qualora l’attività sia il proseguimento di un’attività esercitata da un altro soggetto, l’ammontare dei ricavi/compensi del periodo d’imposta precedente non sia superiore ai limiti previsti.

Durata del regime

Per il regime in esame non è previsto alcun limite di durata, con la conseguenza che lo stesso può essere applicato finché permangono i requisiti richiesti.

Nuovo regime agevolato contributivo

Ai soli contribuenti esercenti attività d’impresa, che applicano il regime forfetario, è riconosciuto un regime agevolato contributivo che consiste nel non applicare il minimale contributivo di cui alla Legge n. 233/90.

Pertanto, usufruendo di tale regime, gli imprenditori iscritti alla Gestione IVS artigiani e commercianti saranno tenuti al versamento dei contributi sulla base del reddito effettivo, come determinato in via forfetaria, applicando le aliquote contributive ordinarie. Non dovranno versare i contributi sul reddito minimale.

Per utilizzare il regime agevolato contributivo in esame è richiesta un’apposita comunicazione telematica all’INPS in sede di iscrizione o per coloro che sono già in attività, entro il 28.2 dell’anno di decorrenza dell’agevolazione contributiva.

Passaggio al nuovo regime

Per i soggetti che nel 2014 hanno applicato il regime delle nuove iniziative, dei minimi ovvero il regime contabile agevolato, abrogati dal 2015, sono previste specifiche disposizioni dirette a gestire il passaggio al nuovo regime forfetario.

In particolare gli stessi, se in possesso dei requisiti previsti, passano “automaticamente” al nuovo regime forfetario.

In caso di inizio dell’attività da meno di 3 anni e di adozione nel 2014 del regime delle nuove iniziative ovvero dei minimi è riconosciuta la possibilità di usufruire della riduzione ad 1/3 del reddito forfetario per i periodi d’imposta che residuano al compimento del triennio in cui opera detta riduzione.

Nei confronti dei contribuenti che nel 2014 hanno adottato il regime dei minimi è prevista una clausola di salvaguardia in base alla quale gli stessi possono continuare ad applicare detto regime fino al termine del quinquennio ovvero al compimento dei 35 anni d’età.

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Finanziaria 2015

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In questa circolare intendiamo informarti sulle principali disposizioni di natura fiscale presenti nella Legge di Stabilità 2015, in vigore dall’ 01 gennaio 2015 (Legge 23 dicembre 2014 n. 190).

“Bonus 80 euro” a regime

Il credito a favore dei lavoratori dipendenti, c.d. “Bonus 80 euro”, DL n.66/2014, è ora previsto a regime.

Il credito è previsto in misura differenziata a seconda dell’ammontare del reddito complessivo:

Reddito complessivo Credito spettante
R < € 24.000 € 960
€ 24.000 < R < € 26.000 € 960 * [(26.000-reddito complessivo)/2000]
R > 26.000 Zero

 

Bonus bebè

Per ogni figlio nato o adottato nel periodo 1.1.2015 – 31.12.2017 è riconosciuto un assegno di importo annuo di € 960. Tale assegno:

  • è erogato, previa richiesta, dall’INPS mensilmente a decorrere dal mese di nascita / adozione;
  •  non concorre alla formazione del reddito complessivo;
  •  è corrisposto fino al compimento del terzo anno d’età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione, per i figli di cittadini italiani o di uno Stato UE ovvero di cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno residenti in Italia;
  •  spetta a condizione che il valore dell’indicatore ISEE relativo al nucleo familiare del genitore richiedente l’assegno, non superi 25.000.

N.B. In caso di ISEE pari o inferiore a € 7.000 il bonus è raddoppiato. 

Aumento aliquota iva pellet

L’aliquota IVA applicabile alle cessioni di pellet passa dal 10% al 22%.

TFR in busta paga

In via sperimentale, per i periodi di paga 1.3.2015 – 30.6.2018, i lavoratori dipendenti del settore privato aventi un rapporto di lavoro di almeno 6 mesi presso lo stesso datore di lavoro possono (facoltà) richiedere di percepire la quota di TFR maturanda quale parte integrativa della retribuzione. Detta scelta è irrevocabile.

La possibilità in esame:

  •  riguarda anche la quota destinata dal dipendente alla previdenza complementare;
  •  non può essere usufruita dai lavoratori domestici e da quelli del settore agricolo.

La quota di TFR in busta paga:

  • è soggetta a tassazione ordinaria;
  • non è imponibile ai fini previdenziali;
  • non concorre alla formazione del limite di reddito complessivo ex art. 13, comma 1-bis, TUIR, per il riconoscimento del “Bonus 80 euro”. 

Detrazione Irpef per lavori di riqualificazione energetica

La detrazione IRPEF/IRES relativa ai lavori di riqualificazione energetica è riconosciuta nella misura del 65% per le spese sostenute nel periodo 6.6.2013 – 31.12.2015. 

Detrazione Irpef per interventi di recupero del patrimonio edilizio

La detrazione IRPEF relativa ai lavori di recupero del patrimonio edilizio è riconosciuta nella misura del 50% per le spese sostenute nel periodo 26.6.2012 – 31.12.2015. 

Detrazioni Irpef per acquisto di mobili

È prorogata dal 31.12.2014 al 31.12.2015 la detrazione IRPEF del 50%, riconosciuta ai soggetti che usufruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per le spese sostenute per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione nonché di grandi elettrodomestici rientranti nella categoria A+ (A per i forni).

Detrazione spese “sicurezza zone sismiche”

La detrazione IRPEF relativa alle spese per interventi finalizzati all’adozione di misure antisismiche è riconosciuta nella misura del 65% delle spese sostenute fino al 31.12.2015

Acquisto/assegnazione immobli ristrutturati

E’ stato allungato da 6 a 18 mesi il periodo entro il quale l’impresa ristrutturatrice/cooperativa può cedere/assegnare l’unità immobiliare, consentendo all’acquirente/assegnatario di beneficiare della detrazione IRPEF del 50% (fino al 31.12.2015) o 36% (dall’1.1.2016).

Ritenuta su bonifici per spese di recupero del patrimonio edilizio/riqualificazione energetica

È disposto l’aumento dal 4% all’8% della ritenuta che banche/poste sono tenute ad operare all’atto dell’ accreditamento dei bonifici relativi a spese per le quali l’ordinante intende beneficiare della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio/risparmio energetico. 

Rivalutazione terreni e partecipazioni

Per effetto della modifica dell’art. 2, comma 2, DL n. 282/2002, è disposta la riapertura della possibilità di rideterminare il costo d’acquisto di:

  • terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi;
  • partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà e usufrutto; alla data dell’1.1.2015, non in regime di impresa, da parte di persone fisiche, società semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali.

È fissato al 30.6.2015 il termine entro il quale provvedere:

  •  alla redazione ed all’asseverazione della perizia di stima;
  •  al versamento dell’imposta sostitutiva. Va evidenziato che, in sede di approvazione, l’aliquota dell’imposta sostitutiva dovuta è stata raddoppiata e pertanto risulta pari al:
  • 4% per le partecipazioni non qualificate;
  • 8% per le partecipazioni qualificate e per i terreni.

Novità Irap

La novità in questione comporta di fatto la deduzione integrale del costo del lavoro a tempo indeterminato applicabile dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 (dal 2015 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare).

Credito d’imposta per ricerca e sviluppo

Il beneficio in esame spetta a tutte le imprese indipendentemente dalla forma giuridica (ditta individuale, società di persone/di capitali, ecc.), dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato.

Sono agevolabili le spese sostenute per le seguenti attività di ricerca e sviluppo:

  • lavori sperimentali o teorici aventi come finalità principale l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e fatti osservabili, senza la previsione di applicazioni / utilizzazioni pratiche dirette;
  • ricerca pianificata o indagini critiche dirette ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare al fine di mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi ovvero di migliorare prodotti, processi o servizi esistenti o la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, con l’esclusione dei prototipi di cui alla  successiva lett. c);
  • acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzazione di conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica,  tecnologica e commerciale al fine di produrre progetti, piani o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Rientrano in tale tipologia di attività anche quelle destinate alla:
  • definizione concettuale, pianificazione e documentazione riferite a nuovi prodotti, processi e servizi, compresa l’elaborazione di progetti, disegni, piani o altra documentazione purché non destinati a scopi commerciali;
  • realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali o progetti pilota destinati ad esperimenti tecnologici o commerciali (sempreché il prototipo sia il prodotto finale e il relativo costo di fabbricazione sia troppo elevato per poterlo utilizzare solo con finalità di dimostrazione o convalida);
  • produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, purché non impiegati / trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali..

N.B. Non rientrano tra le attività agevolabili le modifiche ordinarie o periodiche di prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti ed altre operazioni in corso, ancorché dette modifiche rappresentino miglioramenti.

Spese agevolabili:

  • personale altamente qualificato;
  • quote di ammortamento di strumenti ed attrezzature di laboratorio;
  • costi di ricerca;
  • competenze tecniche e privative industriali.

Misure e caratteristiche del credito d’imposta:

Nella misura del 25% (in precedenza 50%) delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei 3 periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2015. Il credito spetta nella misura del 50% per le spese di cui alle citate lett. a) e c);

Sempreché siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo pari ad almeno € 30.000 (in precedenza € 50.000).

Bonus wi-fi alberghi

In sede di approvazione è stato modificato l’art. 9, comma 2, lett. a), DL n. 83/2014 per cui la concessione del credito d’imposta (c.d. “Bonus digitalizzazione”) riconosciuto a favore degli esercizi ricettivi per le spese relative al wi-fi è subordinata:

  • alla gratuità del servizio a disposizione dei clienti;
  • alla velocità di connessione, pari ad almeno 1 megabit/s in download.

Credito d’imposta autotrasportatori

In sede di approvazione è stato disposto che, a decorrere dall’1.1.2015, il credito d’imposta relativo all’agevolazione sul gasolio per autotrazione a favore degli autotrasportatori di cui all’Elenco 2 allegato alla Finanziaria 2014 non spetta per i veicoli di categoria Euro 0 o inferiore.

A detto credito d’imposta inoltre non è applicabile fino al 2018 la riduzione del 15% prevista dalla Finanziaria 2014. L’agevolazione in esame quindi può essere fruita dagli autotrasportatori in misura integrale (100%) dal 2014 al 2018.

Disposizioni in materia di autotrasporto

Sono state introdotte le seguenti novità:

  • soppressione dei c.d. “costi minimi”, per cui i prezzi e le condizioni sono rimessi all’autonomia negoziale delle parti “tenuto conto dei principi di adeguatezza in materia di sicurezza stradale e sociale”;
  •  è prevista la responsabilità solidale del committente con il vettore nonché con ciascuno degli eventuali sub-vettori, nel limite di 1 anno dalla cessazione del contratto di trasporto, a corrispondere:
  • i trattamenti retributivi ai lavoratori;
  • i contributi previdenziali e i premi assicurativi agli enti competenti; limitatamente alle prestazioni ricevute nel corso del contratto di trasporto, con esclusione delle sanzioni per cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento.
  • la predetta responsabilità solidale può essere esclusa qualora il committente:
  •  acquisisca il DURC del vettore (preliminarmente ovvero al termine del contratto);
  •  accerti la regolarità via Internet utilizzando l’apposita modalità che sarà resa disponibile dall’Albo degli autotrasportatori;
  •  in caso di mancato rispetto del termine massimo di pagamento del corrispettivo relativo ai contratti di trasporto di merci su strada (60 giorni decorrenti dalla data di emissione della fattura, salvo diverso accordo) è applicabile la sanzione pari al 10% dell’importo della fattura e comunque non inferiore a € 1.000;
  •  le nuove imprese che si iscrivono all’Albo degli autotrasportatori possono, limitatamente ai primi 2 anni di esercizio dell’attività, dimostrare il requisito della capacità finanziaria anche sotto forma di assicurazione di responsabilità professionale.

Estensione del Reverse Charge

Per effetto delle modifiche apportate all’art. 17, DPR n. 633/72 il reverse charge è esteso anche a prestazioni di servizi, relative ad edifici, di:

  • pulizia;
  • demolizione;
  • installazione di impianti;

In sede di approvazione il reverse charge è stato esteso anche alle cessioni di beni effettuate nei confronti di ipermercati, supermercati e discount alimentari fermo restando, ai fini dell’efficacia della disposizione, il rilascio di un’apposita autorizzazione UE ai sensi dell’art. 395, Direttiva n. 2006/112/CE.

Estensione del regime iva “rottami”

Per effetto delle modifiche apportate in sede di approvazione all’art. 74, comma 7, DPR n. 633/72, anche le cessioni di bancali in legno (pallet) recuperati a cicli di utilizzo successivi al primo sono assoggettate al regime IVA dei “rottami”.

Di conseguenza le cessioni dei predetti beni sono assoggettate al reverse charge.

Dichiarazione Iva

Con la modifica del DPR n. 322/98 è previsto:

  • l’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA annuale:
  • in forma autonoma. Non è pertanto più consentita l’inclusione della stessa nel mod. UNICO;
  • entro il mese di febbraio di ogni anno;
  • l’abrogazione dell’obbligo di presentare la comunicazione dati IVA.

Aumento limite tracciabilità dei pagamenti nella legge N. 398/91

A seguito della modifica apportata in sede di approvazione all’art. 25, comma 5, Legge n. 133/99, il limite previsto per la tracciabilità dei pagamenti/ versamenti (da effettuarsi tramite c/c bancari o postali, carte di credito/ bancomat, ecc.) per le società, associazioni ed altri enti sportivi dilettantistici passa da € 516,46 a € 1.000.

N.B. L’inosservanza dell’obbligo in esame comporta la decadenza dal regime forfetario ex Legge n. 398/91 e l’applicazione della sanzione da € 258 a € 2.065 ex art. 11, D.Lgs. n. 471/97.

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Split payment e fatture emesse agli Enti pubblici

Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Emanuele Cortini

L’art. 1, comma 629, lett. b), Legge n. 190/2014, Finanziaria 2015, introducendo il nuovo art. 17-ter, DPR n. 633/72, prevede un innovativo metodo di versamento dell’IVA, c.d. “split payment”, per le cessioni di beni/prestazioni di servizi effettuate nei confronti di Enti pubblici che “non sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia d’imposta sul valore aggiunto”.

In particolare, con l’intento di contrastare l’evasione dell’IVA in sede di riscossione, è previsto che gli Enti pubblici saranno tenuti “in ogni caso” a versare l’IVA agli stessi addebitata direttamente all’Erario e non al fornitore (cedente/prestatore), entro termini e con modalità che saranno stabiliti da un apposito Decreto.

Come evidenziato nella Relazione accompagnatoria al ddl della Finanziaria 2015 il nuovo art. 17-ter “attua una peculiare tipologia di «split payment» in base al quale … [viene] accreditato al fornitore … il solo importo del corrispettivo pagato dalla P.A., al netto dell’IVA indicata in fattura. Tale imposta … [viene] sottratta alla disponibilità del fornitore e accreditata in un apposito conto per essere acquisita direttamente dall’Erario.”

Posto che l’art. 17-ter in esame non trova applicazione per le operazioni in cui l’Ente pubblico assume la qualifica di debitore d’imposta, lo “split payment” non può essere quindi applicato per gli acquisti di beni / prestazioni di servizi soggetti al reverse charge.

N.B. È esclusa altresì l’applicazione dello “split payment” da parte dei lavoratori autonomi che prestano servizi assoggettati a ritenuta alla fonte “a titolo d’imposta sul reddito”.

Soggetti interessati allo Split Payment

L’applicazione del nuovo metodo in esame interessa le fatture emesse nei confronti dei seguenti soggetti (a condizione che non siano già debitori d’imposta ai sensi della disciplina IVA):

  • Stato;
  • Organi dello stato anche se aventi personalità giuridica;
  • Enti pubblici territoriali e rispettivi consorzi;
  • CCIAA;
  • Istituti universitari;
  • ASL ed enti ospedalieri;
  • Enti pubblici di ricovero e cura con prevalente carattere scientifico, di assistenza e beneficienza e di previdenza.

La platea dei soggetti coinvolti dal nuovo metodo coincide, di fatto, con l’elenco dei soggetti nei confronti dei quali opera l’esigibilità “differita” dell’imposta ai sensi dell’art. 6, comma 5, DPR n. 633/72.

Decorrenza delle nuove disposizioni

Va evidenziato innanzitutto che il nuovo metodo, sopra esaminato, non è previsto dalla normativa comunitaria contenuta nella Direttiva n. 2006/112/CE, per cui l’applicazione dello stesso è subordinata al rilascio di una specifica autorizzazione in deroga da parte dell’UE, così come previsto dall’art. 395 della citata Direttiva.

Rispetto al testo contenuto nel ddl originario della Finanziaria 2015, in sede di approvazione, il Legislatore ha deciso di “anticipare” l’applicazione delle nuove disposizioni “nelle more” dell’autorizzazione UE.

L’art. 1, comma 632, Finanziaria 2015 dispone infatti che il metodo in esame trova “comunque applicazione per le operazioni per le quali l’imposta sul valore aggiunto è esigibile a partire dal 1° gennaio 2015”. Il MEF, tuttavia, con Comunicato stampa del 9/1/15 precisa che lo “split payment” è applicabile alle operazioni fatturate a partire dal 1° gennaio 2015, per le quali l’esigibilità dell’imposta si verifichi successivamente alla stessa data. Ne deriva che le fatture emesse fino al 31/12/2014 non saranno interessate dallo stesso.

Tale disposizione va coordinata con il citato art. 6, comma 5, ai sensi del quale per le cessioni/prestazioni effettuate a favore degli Enti pubblici (ivi elencati) l’IVA è “esigibile all’atto del pagamento dei relativi corrispettivi” (salva la facoltà del cedente/prestatore di applicare l’esigibilità “immediata” dell’imposta al momento di effettuazione dell’operazione).

Per tali operazioni quindi:

  • l’imposta diventa esigibile (a debito) al pagamento della fattura da parte dell’Ente pubblico;
  • in tale momento l’Ente pubblico non provvede al pagamento dell’IVA al cedente/prestatore, ma la “splitta” in favore dell’Erario.

N.B. Per effetto della rilevanza del pagamento della fattura da parte dell’Ente pubblico non dovrebbe essere più riconosciuta la citata possibilità da parte del fornitore di applicare le disposizioni ordinarie, ossia l’esigibilità “immediata”.

Il riferimento all’esigibilità dell’IVA fa si che il nuovo metodo sarà applicato anche alle fatture emesse entro il 31.12.2014 con “IVA ad esigibilità differita”, pagate dall’Ente pubblico dall’1.1.2015. Anche per tali fatture l’IVA non sarà corrisposta al fornitore bensì versata direttamente a favore dell’Erario da parte dell’Ente pubblico.

Fatture con “IVA ad esigibilità differita” emesse fino al 31.12.2014

– pagamento effettuato entro il 31.12.2014

– pagamento effettuato dall’1.1.2015

 

IVA a debito in capo dal fornitore (concorre al saldo della liquidazione periodica)

IVA non corrisposta al fornitore ma versata all’Erario dall’Ente pubblico

 

 

Fatture con “IVA ad esigibilità differita” emesse dall’1.1.2015
IVA non corrisposta al fornitore ma versata all’Erario dall’Ente pubblico

 

Aspetti operativi

Gli adempimenti connessi all’applicazione delle nuove disposizioni sopra esaminate possono essere così sintetizzati:

  • il fornitore emette la fattura (come di consueto) nei confronti dell’Ente pubblico addebitando l’IVA a titolo di rivalsa ex art. 18, DPR n. 633/72;
  • il cliente (Ente pubblico) effettua 2 distinti pagamenti (o meglio “splitta” il pagamento in 2), ossia:
  1. versa al fornitore il corrispettivo della cessione di beni / prestazione di servizi (senza IVA);
  2. versa all’Erario l’IVA.

L’IVA all’atto del pagamento della fattura non concorre alla determinazione del saldo della liquidazione periodica in capo al cedente / prestatore, in quanto il relativo versamento è effettuato direttamente all’Erario da parte dell’Ente pubblico.

Fornitore beni/servizi

Emette fattura all’Ente pubblico con addebito dell’IVA.

In fattura va annotato che l’IVA è versata dall’Ente pubblico ai sensi dell’art. 17-ter, DPR n. 633/72.

Ente pubblico

 

Versa:

–          al fornitore il corrispettivo indicato in fattura al netto dell’IVA;

–          all’Erario l’IVA.

 

Esempio: La Alfa srl (soggetto mensile) ha emesso in data 12.1.2015 una fattura al Comune di Verona (imponibile € 30.000) con “IVA ad esigibilità differita”. In fattura va evidenziato che l’IVA addebitata riduce il credito (debito per il Comune) da pagare.

ALFA SRL

Fattura n. 5 del 12.1.2015

….

Imponibile

IVA 22%

Totale fattura

IVA a Vs. carico ex art. 17-ter, DPR n. 633/72

Netto da pagare

€ 30.000,00

€ 6.600,00

€ 36.600,00

– € 6.600,00

€ 30.000,00

 

Si ipotizzi che il Comune paghi la fattura in data 12.3.2015. In tale occasione verserà alla Alfa srl soltanto l’ammontare dell’imponibile (€ 30.000) e tratterrà l’IVA (€ 6.600) che provvederà direttamente a versare all’Erario.

Dalla liquidazione periodica IVA del mese di marzo dovrà essere “stornata” l’IVA a debito non incassata il cui versamento all’Erario è a carico del Comune.

N.B. Per le fatture emesse fino al 31.12.2014 e pagate dall’Ente pubblico nel 2015 è necessario stornare il credito nei confronti dell’Ente pubblico per la quota riferita all’IVA, in quanto è quest’ultimo che provvederà al versamento all’Erario.

Si ritiene necessario che l’Agenzia delle Entrate fornisca a breve gli opportuni chiarimenti sull’applicazione dell’innovativo metodo di versamento dell’IVA, specificando, in particolare:

  • se l’operatività dello split payment richiedere una modifica del tracciato della fattura elettronica, il cui utilizzo generalizzato nei confronti della P.A. è previsto per il 31.3.2015;
  • il trattamento delle eventuali note di credito emesse dal fornitore successivamente al pagamento da parte dell’Ente pubblico della fattura di riferimento.

Sanzioni in capo all’ente pubblico

A seguito dello splittamento dell’obbligo di versamento dell’IVA in capo all’Ente pubblico il comma 633, Finanziaria 2015, prevede in caso di omesso / ritardato versamento dell’imposta l’applicazione della sanzione del 30% ex art. 13, D.Lgs. n. 471/97.

Rimborso del credito Iva

Come sopra accennato l’applicazione del nuovo metodo “comprimendo”, in capo al cedente/prestatore, l’IVA a debito in sede di liquidazione periodica determina di conseguenza un aumento dei saldi creditori nei confronti dell’Erario.

Per compensare tale situazione il Legislatore, a seguito della modifica dell’art. 30, comma 2, lett. a), DPR n. 633/72, ha previsto l’inclusione delle operazioni in esame tra quelle che consentono il rimborso del credito IVA (annuale / trimestrale) in base al requisito dell’aliquota media.

N.B. Ai cedenti / prestatori cui si applica lo split payment è altresì riconosciuto il rimborso del credito IVA “in via prioritaria”, limitatamente al credito rimborsabile relativo a tali operazioni. A tal fine il MEF dovrà modificare l’apposito DM previsto in tema di rimborso del credito IVA dall’art. 38-bis, comma 10, DPR n. 633/72.

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